sabato 21 gennaio 2017

ashìiishhh, marjuuuanaaa, accendini po' squaglio!!!

Approfittando della "spinta emotiva" datami da trascorsi recenti, mi accingo a trattare l' argomento delle droghe leggere, sperando  in questo modo di dare un senso alla mia tristezza..

Ciò che sto per scrivere è  frutto di esperienza personale con i cannabinoidi risalente a circa 25 anni fa, quando per  circa  due anni il sottoscritto ne fece abuso, assumendole (fumando) in alcuni periodi anche quotidianamente..
Cercherò di descrivere il bello ed il brutto di queste sostanze, che a mio avviso  non vanno demonizzate, ma semplicemente "conosciute". Cmq. premetto di dichiararmi favorevole alla legalizzazione dei derivati della cannabis per  motivi che non spiegherò in questo post per non dilungarmi troppo, e per il pericolo di allontanarmi dallo scopo del mio trattato.. 
Diciamoci la verità, qualche tiro di canna in buona compagnia in totale relax è bello.. L' ilarità, il rilassamento, la profondità di pensiero e la sensazione di trasmettere il pensiero al "compagno di fumata" sono effetti molto gradevoli.. Non si vive l' esperienza con l' incubo di sviluppare dipendenza perchè non esiste un dipendenza da cannabinoidi, almeno non una dipendenza fisica.. Non ho quindi nulla in contrario all' assunzione di tali sostanze per scopi ricreazionali, ne tantomeno medici ovviamente.. Anzi, visto che è un bel po che non fumo, se in qualcuna delle prossime serate con amici dovesse capitare, qualche tiro lo farò, sempre che il giorno dopo non abbia da lavorare.. Quando si parla di pericolosità della cannabis, si tira spesso in gioco l' alchool ed  i fumatori e sostenitori  delle droghe leggere mettono in paragone le due sostanze adducendo all' alchool una maggiore pericolosità.. Nella realtà  il vero pericolo non sono le sostanze, ma è il loro abuso..  Così come non definirei alcolizzato una persona che alza un po il gomito  una volta al mese, non etichetterei  con l' appellativo di drogato chi con la stessa cadenza fuma una canna.. Gli abusi però possono essere molto pericolosi ed il sottoscritto ha visto esistenze quanto meno "deformate" da assunzioni troppo ravvicinate e protratte nel tempo..
Cominciamo col dire che il cervello è l' organo più complesso e delicato dell' organismo ed il suo funzionamento si basa su delicati equilibri biochimici.. Già immagino qualche  lettore che starà pensando: "questo ci vuole ammorbare con la solita storia delle cellule cerebrali che si bruciano", mi dispiace deluderli, ma la cosa  è decisamente più complessa.. Se ci siano cellule che si bruciano nel cervello per ogni tiro di canna, non lo sa nessuno, ma è certo  che qualunque sostanza psicoattiva quali  alchool, droghe, psicofarmaci etc.. per avere effetto psicoattivo deve andare a modificare, almeno temporaneamente, qualche equilibrio della materia grigia, altrimenti come potrebbe mai funzionare?.. L' organismo ha quasi sempre la capacità, se gliene viene dato il tempo, di "ripulirsi" in modo da ristabilire gli equilibri, e farci tornare così come mamma natura natura ci ha fatti.. Ma a questo punto per proseguire, ho bisogno di introdurre  il concetto di emivita farmacologica, che in medicina è definita come il tempo necessario per diminuire la quantità di un farmaco nell' organismo del 50% durante l' eliminazione.. La sua conoscenza è molto importante per consentire una somministrazione adeguata dei farmaci, evitando di incappare in un sovraddosaggio..
Per chi volesse approfondire l' argomento..
Il tertraidrocannabinolo THC principio attivo della cannabis, ha un' emivita di circa 30 giorni, ciò vuol dire che ci vogliono almeno 60 giorni per la sua completa eliminazione dall' organismo..
https://www.sanpatrignano.org/droghe/cannabinoidi/
Per spiegare meglio il tutto facciamo l' esempio degli  psicofarmaci antidepressivi ed andiamo ad analizzarne il funzionamento.. Gli antidepressivi agiscono  modificando un "meccanismo" biochimico del cervello chiamato "ricaptazione della serotononina".. la terapia antidepressiva prescritta dal medico  ha bisogno di diversi giorni per raggiungere l' effetto terapeutico, questo perchè a causa dell' emivita del principio attivo,  il livello di accumulo della molecola nell' organismo necessario a raggiungere l' effetto terapeutico, viene raggiunto  in un certo lasso di tempo..  assumere una singola dose di antidepressivo "una tantum" infatti,  non provoca alcuno effetto, perchè la quantità di principio attivo di una pillola è molto bassa e c' è bisogno di un assunzione prolungata di diversi giorni  per avere degli effetti..  Proviamo ora ad immaginare  che genere di modifiche cerebrali può determinare l' accumulo nell' organismo di una molecola psicoattiva con un emivita di trenta giorni quale è il  THC, quando si assumono con cadenza settimanale o addirittura quotidiana singole dosi cosi forti da essere sufficienti provocare lo "sballo"! .. Semplicemente il cervello modifica il proprio equilibrio, e l' individuo il proprio modo di essere, ed intendendo per maggior chiarezza rimarcare il concetto, queste modifiche sussistono e permangono  anche quando non si è "fumato".. I tempi che impiega l' organismo per "ripulirsi" completamente da una bella fumata sono lunghi ed aumentano quanto più si fuma! Come spero abbiate avuto modo di comprendere un assunzione anche mensile di THC tale da provocare uno sballo,  porta a modifiche del comportamento anche nei giorni successivi.. Tutto questo spiega i tratti comuni delle personalità dei fumatori di cannabis, caratterizzati da fiacchezza, pigrizia, atteggiamento improduttivo, irritabilità e disfunzioni nella capacità di giudizio.. definita come "sindrome amotivazionale".
http://www.dronet.org/sostanze/sos.php?codice=4&titolo=&paragrafo_ordine=6
Che scelte di vita potrà  fare una persona che non è se stessa?..
Svegliatevi!! Non fumate maria perchè siete così, ma siete così perchè fumate maria!!!
Una delle risposte più comuni che mi viene data quando parlo con i fumatori abituali e cerco di erudirli sugli effetti della sostanza è che la cannabis aiuta a rilassarsi.. Beh, credo che usare la cannabis per rilassarsi sia come fare la chemioterapia per curare un raffreddore.. Per rilassarsi esistono tanti altri metodi alternativi, non solo privi di effetti collaterali, ma benefici, come ad esempio l' attività fisica o  le tecniche di meditazione, come lo Yoga, non necessariamente legate a culti religiosi.. Certo lo sport e la meditazione richiedono un impegno, pratica e disciplina, decisamente maggiori di quanto necessario a rollarsi un canna, ma se il sottoscritto ha imparato qualcosa nella vita è che le cose importanti si ottengono con fatica..
Esiste poi un correlazione tra l' abuso di cannabinoidi e lo sviluppo di psicosi.. Diversamente a quanto avviene per le modifiche della personalita, che sono comuni a tutti i fumatori, il rischio di sviluppare psicosi (stati ansiosi, depressioni, schizofrenia) è legato ad una predisposizione dell 'individuo.. Ogni persona è diversa da un' altra, ed ognuna ha una differente struttura mentale.. Ho visto persone assumere decine di dosi di LSD e non diventare più folli di quanto già lo fossero, mentre ne ho viste purtroppo altre impazzire e finire col condurre le proprie esistenze negli ospedali psichiatrici, dopo l' assunzione di solo metà dose..  Perchè succeda questo non lo sa nessuno, il cervello è un organo misterioso, tanto da essere la sede della coscienza, e probabilmente non se ne conoscerà mai completamente il funzionamento..  "E cervell sò sfoglie e cepolla" si dice dalle mie parti, per far capire quanto sia pericoloso "pensare troppo" e le droghe psicadeliche tra cui anche i cannabinoidi (decisamente meno pericolose dell' acido lisergico LSD), possono indurre a scendere troppo in profondità nei pensieri.. Cmq. tranquilli, parliamo sempre di abusi, non è mai impazzito nessuno per una canna..
Per conculdere, il succo di tutto il discorso è: MODERAZIONE, come in tutte le cose, e se proprio volete esagerare, trovatevi qualcuno e fate taaaanto all' amore!!!!
    





venerdì 20 gennaio 2017

Perchè un blog..

Si dice che a quaranta anni un uomo sia maturo.. La maturità degli esseri umani, diversamente da quella dei vegetali di cui ci nutriamo, non è solo conseguenza del tempo, ma delle esperienze vissute e soprattutto di quello che si è riusciti ad imparare vivendole.. Se il sottoscritto sia più o meno maturo è arduo a dirsi, non esistendo d'altronde una "scala della maturità".. Posso però affermare, se non di aver raggiunto la "maturità", di essere riuscito con l' aiuto di Dio, a raggiungere una certa serenità.. I fallimenti, le vittorie, le perdite, gli amori, le amicizie e ogni evento che costituisce il mio vissuto, hanno voluto insegnarmi qualcosa.. Sostenere di aver "imparato tutto l' imparabile" da questi, sarebbe un atto di estrema presunzione, ma forse qualche buona riflessione può essere scaturita anche dalla mia mente.. 
Con la chiusura della mia azienda, ho posto definitivamente fine alla dolorosa esperienza di imprenditore artigiano, ed ho deciso, avendone la possibilità, di vivere con ritmi più sostenibili ed umani, anche per avere tempo da dedicare alla cura di me stesso; corpo, spirito e mente, con l' attività sportiva, la preghiera, lo studio ed ovviamente anche con attività ludico-ricreazionali.. Non essendo purtroppo milionario, per fare questa scelta di vita è stato necessario "abbassare le mie pretese", se non altro intese come  aspirazioni di guadagno, ma in cambio ho avuto la possibilità di imparare a godere delle piccole gioie della vita..
 La successiva decisione di  intraprendere lo studio dei mercati finanziari, al fine di farne si spera una professione, è frutto, oltre che di una vecchia ed accantonata passione, della versatilità che caratterizza questo lavoro.. In parole povere avrei la possibilità di decidere autonomamente come, quanto e quando lavorare.. Questo tipo di professione,  svolgendosi completamente on-line, richiede molto tempo al PC ad osservare grafici e  non avendo per grazia di Dio un capo, nulla mi vieta di utilizzare i social network nei tempi morti o nelle pause che autonomamente decido di prendere..   Tutti conosciamo i meravigliosi pregi di FB.. rimanere in contatto con amici, parenti e conoscenti più o meno lontani, fare nuove conoscenze virtuali di cui una parte di queste poi potrebbe diventare reale.. FB non nasce però come strumento per la condivisione di esperienze di vita, idee e riflessioni che necessitano di lunghi testi per essere raccontati, che è quello che ho intenzione di fare attraverso il Blog.. Il Blog quindi comincia dove FB finisce..
La volontà della condivisione nasce, oltre che dal desiderio di farmi conoscere da chi ne fosse interessato, con pensieri non esprimibili attraverso i social network, dall' aver imparato l' importanza ma soprattutto la bellezza del donare, per la gioia che scaturisce dal donare stesso e per la speranza che magari chi sa, i miei post potranno essere di aiuto a qualcuno..

giovedì 19 gennaio 2017

Teologia, storia e catechesi..

Esiste molta confusione riguardo i concetti di  teologia, storia e catechesi.. Cercherò in poche righe e per quanto mi sia possibile di spiegarne le differenze..  La storia vuole raccontare la realtà dei fatti, ma ha il "difetto" di essere scritta quasi sempre dai vincitori.. La teologia intende esprimere un concetto spirituale, non ha valenza storica, ne pretende di averne.. ciò vuol dire che date, periodi temporali etc. riportati nelle scritture religiose, non devono necessariamente essere considerate reali (non lo sono quasi mai..), ma funzionali all' espressione del concetto spirituale. La catechesi è invece l' interpretazione della scrittura, con l'intento di estrarne il modo giusto di applicare il concetto teologico oggetto della stessa. I credenti tutti (non solo Cristiani) potranno quindi porsi questa semplice domanda;  Dove si trova la verità,  essendo la storia scritta dai vincitori, la catechesi un interpretazione, mentre le sacre scritture opera di Dio?..  Esiste certo il problema della difficoltà di "estrapolare" la verità da gran parte  delle scritture, compito spesso arduo, e che proprio per la sua difficoltà può portare chi è ne preposto,  ad inventare per interesse una propria verità..  Per nostra fortuna questo problema Dio lo risolse duemila anni fa, mandandoci suo figlio, che con le sue parabole e soprattutto con la sua vita, spiegò una volta per tutte e definitivamente quale fosse la verità, che i discepoli successivamente riportarono nei Vangeli, scritti comprensibili a tutti e non passibili di interpretazione alcuna.. Questa verità si chiama amore!..